Ci sono posti con un’energia molto forte. Non so come spiegarlo, li senti appena arrivi. Hydra è uno di questi.

Nel 2017 ho vissuto nel Peloponneso. Il piccolo villaggio dove abitavo, Thermisia, si affacciava su una delle isole più belle che abbia mai visto: l’isola di Hydra.

Come sempre, caffè freddo alla mano, zaino in spalla con l’immancabile borraccia. Si parte alla scoperta di questo gioiello ellenico.

Dopo un breve tragitto in motoscafo, circa dieci minuti, il porto di Hydra mi accoglie in modo insolito: con cavalli, muli e asini. Hydra è una delle poche isole europee completamente pedonali. Niente motorini, niente automobili, niente smog.

Il motoscafo mi lascia in una baia colma di edifici bianchi con tetti color terracotta, taverne, caffetterie dove sorseggiare un caffè frappè. Dal primo istante capisco che qui il tempo si è fermato. Gli edifici, gli animali, le barche. Tutto fermo.

Camminando tra i vicoli mi travolge una sensazione di calma. Il profumo di mare riempie i polmoni. Mi sento più leggero. Al centro del porto si trova la chiesa della Dormizione, chiamata anche il Monastero, ricostruita dopo il terremoto del 1750. La si riconosce dalla torre con l’orologio, che divide in due la baia. Il mio consiglio: non seguire un itinerario preciso. Perdetevi, invece, nell’incanto di quest’isola.

Nel piccolo centro abitato, nella zona del porto, si trovano negozietti artigianali, taverne e terrazze in stile bohémien. Hydra viene spesso definita la Gemma Bohémien, per i suoi colori, le porte vivaci, le facciate bianche, i tetti in terracotta e uno stile che non si trova da nessun’altra parte.

Quel senso di pace e tranquillità ha trasformato l’isola in una vera Mecca creativa. I nomi più celebri legati a Hydra? Leonard Cohen, Sophia Loren, i Rolling Stones. E, camminando per i vicoli, ho visto Beppe Vessicchio sorseggiare un caffè.

Il filo invisibile che lega Hydra alla creatività è qualcosa di difficile da spiegare. Durante la visita mi sentivo ispirato e quella tranquillità che si respirava ha sicuramente influito, in modo positivo e silenzioso.

Camminando per quei vicoli bianchi, senza il rumore di un motore, senza la fretta di dover essere da qualche parte, ho capito qualcosa. Non serviva fare, bastava esserci. Hydra mi ha insegnato a rallentare. Ogni volta che penso a quei ricordi, una sensazione di rilassamento invade il mio corpo, la mia mente ed anche il mio spirito.


Guida pratica alle spiagge di Hydra

Se per una passeggiata la zona del porto è perfetta, per fare il bagno è meglio spostarsi un po’. Le spiagge di Hydra sono piccole, quasi tutte di ciottoli o sabbia grossolana.

Raggiungibili a piedi (lungo il sentiero)

  • Kamini: la troverete appena usciti dalla cittadina di Hydra lungo il sentiero per Palamidas: è una bella spiaggia incastonata in una piccola baia, adatta anche a chi viaggia con bambini.
  • Vilchos: proseguendo lungo lo stesso sentiero incontrerete Vilchos, la più bella baia dell’isola, ben riparata dal vento. È perfetta per una rilassante nuotata in un mare calmo dallo splendido colore blu e per un pranzo a base di pesce e vino bianco in uno dei due ristorantini della baia.
  • Spilla e Hydronetta: altre spiagge da non perdere a Hydra sono Spilla, una spiaggia di rocce bagnata da un mare di color blu intenso, e Hydronetta, dove si trova il disco-bar più famoso dell’isola: non aspettatevi le folle trasgressive dei beach bar di Mykonos, ma è comunque un luogo piacevole dove sorseggiare cocktail con un sottofondo musicale, meglio se al tramonto!

Raggiungibili solo via mare

  • Bisti e Agios Nikolaos: due bellissime spiagge di sassi bianchi. La prima è una lingua di terra strettissima, contornata da una ricchissima vegetazione; la seconda è più grande, protetta da una baia semi-chiusa.

Note pratiche

L’isola di Hydra si trova nel Peloponneso, nella zona orientale (Argolide). Qui nei paraggi possiamo trovare Micene, Epidauro, Argo e, poco distante, l’acclamata Sparta. Ci si può arrivare con il Taxi Boat da Metochi oppure dal Pireo (vicino ad Atene).

Ci si può muovere nell’isola a piedi, in barca o a bordo di un asino; il mio consiglio è di rimanere qualche giorno, per poter assaporare lo slow living che si respira nell’isola. L’isola è lunga venti chilometri e larga circa sei.

E tu, hai mai visitato un’isola dove il ritmo della giornata è scandito solo dai passi e dal rumore del mare? Raccontamelo qui sotto nei commenti.


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