Mi capita molto spesso di leggere degli articoli oppure dei libri che disprezzano la routine giornaliera. Descrivono la routine come una trappola per l’essere umano, come una cosa da disgraziati e meno cool, possiamo dire.

Quando in verità per me significa tutt’altro. La routine mi fa stare bene e mi sento produttivo.

Mi piacerebbe raccontarvi il mio punto di vista, andando controcorrente ed analizzando ogni aspetto di questa componente della mia vita.

Ci sono state situazioni difficili della mia vita, dove la routine è venuta in mio soccorso (o a soccorrere la mia mente), come ad esempio quando mi hanno licenziato, quando mi sono separato, oppure quando avevo quel ghirigoro ricorrente di pensieri attorcigliati nella mia mente che faticava a districarsi.

Cosa vuol dire routine per me?

Come per tutte le definizioni, evitiamo di passare dalla parte estremista della parola, però secondo me una routine è una serie di azioni che ripeti in modo involontario nel tuo giorno. Solamente cercando su Google il significato di routine, ci dà questa definizione:

Routine /ruˈtin/ s.f. [dal francese route, via o percorso].

  1. Competenza pratica e fluidità nel fare qualcosa, sviluppata grazie alla costante ripetizione e all’esercizio nel tempo, anziché dallo studio teorico.
  2. Cadenza e abitudini quotidiane che tendono a riproporsi in modo quasi meccanico e invariato. Può assumere un’accezione negativa legata alla noia, all’automatismo del lavoro ripetitivo o a uno stile di vita logorante e privo di stimoli.

Possiamo dire che ci sono delle definizioni contrastanti: passiamo dalla pratica, dall’abilità, quindi da una definizione oggettivamente positiva a una più diretta e negativa, ovvero che la routine è spesso associata alla noia e a uno stile di vita logorante e privo di stimoli.

Purtroppo c’è molta confusione e penso che la seconda definizione di routine faccia riferimento a un percorso di vita malsano che non è quindi fondato sul benessere della propria persona.

Come abbiamo visto poco fa, la routine è una serie di azioni ripetute in modo involontario (o meccanico) quotidianamente, quindi è molto importante focalizzarsi sul singolo elemento che compone il gruppo, ovvero la singola azione.

Perché cominciare dall’azione?

Possiamo pensare alla routine come se fosse un muro di mattoni.

Quando guardiamo un grande muro, vediamo una struttura solida, imponente e unitaria. Tendiamo a dimenticare che quella barriera (o quel rifugio) non è nata dal nulla: è il risultato della ripetizione metodica di un gesto semplicissimo.

Non puoi posare un intero muro in un secondo, puoi solo impegnarti a posare un singolo mattone nel modo più perfetto possibile. Ogni singolo giorno. Alla fine, avrai un muro.

Per capire questa metafora, immagina la tua giornata come un grande muro di mattoni. Ogni singola azione che compi durante il giorno non è altro che un singolo mattone che stringi tra le tue mani. Il muro finale, la tua vita, dipende interamente da come decidi di posare quel pezzo di argilla proprio adesso.

I mattoni dritti e i mattoni storti

Quando scegliamo le nostre abitudini con cura e presenza, stiamo posando un mattone dritto: dedicarci del tempo per fare colazione lentamente, cucinare con ingredienti freschi, leggere una o più pagine del tuo libro preferito o concedersi un momento di silenzio prima che il mondo si svegli.

Sono tutti mattoni allineati con cura. Un singolo mattone non fa una casa, ma se continui con questa metodica pazienza, si creerà davanti a te una struttura stabile, solida e sicura.

Al contrario, quando inseriamo il pilota automatico e ci lasciamo travolgere dalla fretta o dal caos, stiamo posando mattoni storti.

Sul momento, non ci facciamo caso, ci ripetiamo che per una volta non succede nulla, che domani andrà meglio. Il problema sorge quando i mattoni storti prevalgono, la struttura inizia a inclinarsi e si trasforma in un muro fragile e insicuro.

Molto spesso, mettiamo alla gogna le abitudini perché pensiamo che ci tolgano la libertà, ma la verità è che una routine scelta con cura è il rifugio più solido che possiamo regalarci.

Guida pratica: come iniziare a posare mattoni dritti (senza sforzo)

Spesso si pensa che per cambiare vita serva un piano monumentale, uno stravolgimento radicale delle nostre giornate. La verità è che il segreto risiede nella micro-azione: non devi costruire l’intera casa oggi, devi solo posare un singolo mattone dritto.

Per evitare di cadere nella trappola della noia o dell’iper-produttività tossica, dobbiamo prima di tutto imparare a distinguere due concetti fondamentali: la routine subita e la routine scelta.

  • La routine subita è quella in cui inseriamo il pilota automatico. È fatta di fretta costante e reazione agli stimoli esterni, come quando il nostro primo gesto del mattino è controllare le notifiche dello smartphone prima ancora di scendere dal letto. In questo stato, subiamo gli impegni e rincorriamo le scadenze senza uno spazio per noi, accumulando a lungo termine stress cronico e un senso di vuoto. Questi sono i mattoni storti che rischiano di far crollare la nostra stabilità.
  • La routine scelta, al contrario, è guidata dalla presenza mentale e dall’intenzionalità. È il momento di silenzio in cui ci concediamo una tazza di tè e respiriamo prima che il mondo pretenda la nostra attenzione. Significa creare confini chiari per proteggere i propri spazi di decompressione, generando stabilità emotiva, centratura e una forte sensazione di benessere.

Se in questo momento senti che il tuo muro quotidiano è fragile o disordinato, non cercare di abbatterlo tutto in una volta. Puoi seguire questo semplice percorso in tre passi per introdurre un’abitudine lenta e intenzionale nella tua giornata:

  1. Isola un singolo momento: Scegli una finestra temporale piccolissima, di appena 10 o 15 minuti. Può essere il momento subito dopo la sveglia, oppure la mezz’ora che precede il sonno.
  2. Scegli un’azione non negoziabile: Definisci un’attività focalizzata esclusivamente sul tuo benessere profondo. Può essere preparare la colazione con calma senza guardare schermi, leggere due pagine di un libro, o fare una breve passeggiata senza auricolari. Questo sarà il tuo primo mattone dritto della settimana.
  3. Proteggi quello spazio: Tratta quei 15 minuti come l’appuntamento più importante della giornata. Non serve essere perfetti, serve essere costanti. Ricorda che la fluidità e la competenza pratica nascono proprio dall’esercizio ripetuto nel tempo.

Quando la vita si fa complicata e i pensieri sembrano attorcigliarsi senza sosta, questa piccola struttura invisibile che avrai costruito diventerà il tuo rifugio psicologico più solido, un’ancora a cui aggrapparti per non farti travolgere dalla tempesta esterna.

Parliamone nei commenti

E tu, quale mattone dritto hai deciso di posare oggi nella tua giornata? C’è una piccola abitudine che ti fa stare bene e a cui non rinunceresti mai?

Raccontamelo nei commenti qui sotto, mi piacerebbe molto leggere la tua esperienza.


Una risposta a “Perché la routine ti salva la vita (e non è una trappola)”

  1. Avatar Nina
    Nina

    Il mio mattone dritto è scegliere di andare in bici tutti i giorni, al lavoro e se possibile anche nel tempo libero.
    Mi da quella piccola energia invisibile e dose di micro felicità che può cambiare tutta la mia giornata.
    Mi fa risparmiare tempo, denaro e sento che nel mio piccolo sto proteggendo il mondo in cui vivo da inquinamento etc.
    Con l’ innalzamento delle temperature dovuto al cambio climatico ultimamente mi risulta più faticoso… Ma cerco ancora di resistere!
    Adoro le micro routine…e coincido in pieno con tutto il tuo articolo!

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