Novembre 2025, il freddo comincia ad abbracciare l’Europa.
Ogni anno cerchiamo di sfuggire ai buffi berretti con il pon pon per rifugiarci in un angolo di paradiso.
Sapevamo che quelle tre settimane sarebbero state destinate a una regione tropicale e, chissà, nelle Americhe.
Per questo abbiamo scelto Puerto Morelos, nella Riviera Maya.

Il periodo migliore per visitare la Riviera Maya va da novembre ad aprile. In questi mesi il clima è secco e soleggiato, con temperature comprese tra i 25°C e i 30°C, ideali per visitare le spiagge e le antiche rovine.
Valigie pronte.
Si parte.
Ore 20:30.
Dopo circa undici ore di volo arriviamo all’aeroporto di Cancún, stanchi e frastornati dal jet lag.
Scegliamo un transfer privato per raggiungere l’hotel. Vi consiglio di acquistarlo sempre da compagnie autorizzate e affidabili. Noi ci siamo affidati a USA Transfers, un’azienda seria, sicura e puntuale.
Dopo circa quaranta minuti d’auto arriviamo a Puerto Morelos, un pueblito che si estende lungo la Riviera Maya e le mangrovie popolate da alligatori.
Ce ne accorgiamo subito dai cartelli stradali che ci mettono in guardia sulla presenza di questi animaletti a sangue freddo.
Bueno.
No stress.
Arrivati all’hotel, il The Fives Oceanfront, il sorriso tropicale dei collaboratori ci accoglie con tanto cariño.
Prima di cedere al jet lag ci coccoliamo con capesante, guacamole e tataki di tonno.

Il mattino seguente i miei occhi anticipano di qualche minuto l’alba.
Puerto Morelos ci accoglie con un cielo dipinto con le migliori tempere acriliche di Dio: rosso, giallo, azzurro, blu, viola.
Il messaggio era chiaro.
Di fronte all’immensità divina mi sento grato.
Benvenuto in questa terra magica.

Il pueblito è una gemma incastonata tra Cancún e Playa del Carmen, un pittoresco villaggio famoso per le lunghe spiagge di sabbia bianca, le acque cristalline e la vicinanza alla Barriera Corallina Mesoamericana, la seconda più grande al mondo.
Nonostante il turismo, Puerto Morelos rimane un villaggio di pescatori.
Si sente.
La barriera corallina
Abbiamo scelto questa destinazione anche per la barriera corallina.
Abbiamo fatto snorkeling tra acque cristalline, tartarughe, barracuda, razze e coralli coloratissimi.
Quello che ci ha colpito di più è stato il rispetto delle guide verso l’ecosistema: niente protezione solare con additivi chimici e massima attenzione per non danneggiare la barriera.

La vicinanza alle mete della regione
Da Puerto Morelos si raggiungono facilmente Cancún, Playa del Carmen, Tulum e alcuni dei cenotes più belli della Riviera Maya.
Noi abbiamo visitato il Cenote Sac Actun, un sistema di grotte sommerse lungo circa 347 chilometri che ha catturato l’attenzione degli archeologi di tutto il mondo. Lo chiamano il Tesoro Sottomarino.
Ed è facile capire perché.

Da Puerto Morelos, Tulum si raggiunge in circa un’ora d’auto.
Qui vi consiglio di visitare le rovine Maya affacciate sul mare, il parco naturale e le spiagge del parco protetto. Il bello è che tutto è incluso nello stesso biglietto.
A Tulum abbiamo pranzato da Don Cafeto, un ristorante tipico sull’avenida principale. Cucina messicana autentica. La sosta perfetta prima di continuare il viaggio.

Un’altra tappa che consiglio è Playa del Carmen. In particolare una passeggiata lungo la Quinta Avenida, una via pedonale ricca di negozietti locali, artigianato e piccoli angoli dove fermarsi a osservare la vita del posto.

L’atmosfera locale
Nonostante la vicinanza alle mecche del turismo di massa, questo pueblito mantiene qualcosa di autentico.
Negozi di artigianato. Ristoranti di pesce. Palme ovunque.
Nei bazar si trovano gli Alebrijes, animali totemici del folklore messicano che rappresentano uno spirito guida, una sorta di angelo custode.
Realizzati in cartapesta o legno, dai colori vivacissimi. Un’arte che è diventata un mondo a sé.

Il pueblito offre anche diversi ristoranti e bar con musica dal vivo ed è sicuro passeggiare anche nelle ore serali.
Il mercoledì mattina, dalle 8 alle 13, si tiene un Farmer’s Market vicino al parco accanto alla chiesa. Qui si trovano pane artigianale, caffè gourmet, frutta, verdura fresca e molti altri prodotti locali.
Dal venerdì alla domenica sera, dalle 17 alle 22, il Jardín Principal ospita un altro mercato con bancarelle di cibo locale, artisti, gioielli, prodotti naturali per la cura della persona e articoli per la casa.
Spesso il sabato sera vengono organizzati spettacoli dal vivo, concerti, danze folkloristiche e perfino un piccolo circo locale.
La pace si respira.
A ogni passo mi sento più leggero, nel corpo e nella mente. Parlando con gli abitanti capisco che la magia non è soltanto tradizione.
È parte della loro cultura. È parte della loro quotidianità.

L’hotel che abbiamo scelto, ad esempio, ha un piccolo altare per ringraziare gli spiriti di quella terra per la loro protezione e la loro energia.
Ed è vero. L’energia si sente. Forte.
Trasmette un’onda di pace in ogni cellula del corpo.
Buen viaje,
Matteo


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