Ti sei mai sentito vuoto? Senza creatività, senza idee apparentemente chiare e utili per la tua persona?
È un sentimento strano. Negli ultimi decenni l’essere umano si è abituato ad avere miliardi di stimoli esterni, una condizione a cui non era storicamente abituato: un flusso di informazioni senza precedenti.
I nostri antenati lavoravano a contatto con la natura, si riproducevano, si alimentavano. L’ultimo decennio è forse quello che ha impattato di più sul nostro modo di vedere la vita. Basti pensare che, semplicemente sbloccando lo smartphone, abbiamo accesso a una fonte infinita di stimoli. Possiamo osservare la vita di persone perfettamente sconosciute, apparentemente perfetta, con idee migliori delle nostre e con la vita dei nostri sogni.
Tutto questo, però, è un’illusione della mente e ci sta facendo del male.
Le idee nascoste dentro di te, quelle che ancora non sono uscite, sono le più preziose. È arrivato il momento di spezzare le catene che ti legano a questo flusso continuo di stimoli inutili. Seguiamo i trend più popolari dei social, i cosiddetti lifehack, e mode lanciate da perfetti sconosciuti. Condividiamo persino i nostri pensieri con un’intelligenza artificiale sperando in un riscontro positivo che validi le nostre idee.
In che direzione stiamo andando?
La nostra mente è uno scrigno di idee che possono aiutarci a crescere, a migliorare, a vivere in modo dignitoso e a essere sereni. Perché, alla fine, è questo ciò che tutti vogliamo.
A volte mi sento così: in continuo paragone con persone sconosciute. Ed è lì che mi rendo conto che è giunto il momento di fare qualcosa, di trovare un rimedio per tornare sul mio percorso.
La metafora dell’acqua: purificazione e rinascita
L’acqua collega la maggior parte dei popoli e delle credenze in tutto il mondo. Si pensa che l’acqua spazzi via le energie negative, che purifichi. I nostri nonni, dopo un’estate arida e secca, piangevano di gioia vedendo quel nuvolone grigio avvicinarsi ai loro campi.
Forse l’acqua potrebbe essere il rimedio anche per noi, vittime di un rapido cambiamento tecnologico e del declino di antiche usanze. L’acqua è uno degli elementi più potenti e devastanti: è magnifica, fonte di vita ma anche di distruzione.
Per toglierci queste catene fatte di convinzioni errate e abitudini poco salutari, il rimedio potrebbe essere proprio applicare la forza dell’acqua, sotto forma di metafora, alla nostra vita. Proprio quando ti senti senza energie, senza una rotta, senza stimoli creativi e senza idee.
Che cos’è il Vassa?
Il Vassa (o “ritiro dei monsoni”) è un ritiro spirituale di tre mesi che si tiene durante la stagione delle piogge. In questo periodo, i monaci buddhisti restano fermi all’interno di un monastero per meditare e studiare, sospendendo ogni viaggio.
Da luglio a ottobre, la stagione delle piogge più intense diventa un momento cruciale per la crescita della vegetazione e impone ai monaci una maggiore permanenza in un unico luogo: il tempio.
Non ti sto consigliando di fermarti per tre mesi, né tantomeno di chiuderti in un monastero a meditare (don’t worry!). Ma come possiamo applicare il Vassa alla nostra vita moderna?
Possiamo adottare questa filosofia per creare un periodo di intenzionale rallentamento, riflessione e disintossicazione mentale all’interno della nostra routine quotidiana. Togliendo le distrazioni che abbiamo accumulato, possiamo vedere la vita con più chiarezza, avvicinandoci al flusso di idee più prezioso: quello custodito dentro di noi.
Come applicare il Vassa nella vita di tutti i giorni
Possiamo integrare questa filosofia nella nostra quotidianità attraverso tre passi fondamentali:
Il ritiro digitale
I monaci limitano i loro spostamenti dal tempio per non calpestare gli insetti e i germogli che crescono grazie alle forti piogge. L’equivalente moderno è limitare il movimento compulsivo online.
Stabiliamo un periodo (ad esempio un mese) per fare un digital detox ed evitare il cosiddetto burnout, ovvero la mente sovraccaricata dai mille stimoli della vita moderna. Se in Oriente il Vassa segue il ritmo dei monsoni, noi potremmo applicarlo nel tardo autunno o in inverno: è il momento dell’anno in cui trascorriamo più tempo in casa, perfetto per dedicarsi allo studio, alla lettura e all’introspezione.
L’appuntamento con l’introspezione
Avvicinati alla meditazione dandoti un appuntamento fisso ogni giorno, come se fosse un vero e proprio rituale di benessere.
Scrivi le tue emozioni, anche quelle più buie, su un quaderno e dai importanza a questo momento. Stai visitando gli angoli più remoti della tua mente: fatti coraggio, ti sono vicino. Se il primo giorno la tua meditazione durerà solo qualche minuto, va bene lo stesso. Il giorno dopo potrebbe durare di più, o magari di meno. Non darti colpe: è un atto di amore e di cura verso te stesso.
Togliere il superfluo
Sperimenta il minimalismo per qualche mese: riduci gli acquisti superflui, semplifica i pasti e, se approvato da un professionista, valuta la pratica del digiuno intermittente.
L’inverno è la fase dell’anno perfetta per spendere meno: ci sono meno uscite ed è il momento ideale per prendersi cura di sé. Questa scelta alleggerisce la mente dal carico imponente del consumismo.
I benefici del Vassa moderno
Quali sono i benefici concreti nell’applicare il Vassa alla nostra vita?
- Riduzione dello stress: Il livello di stress si abbasserà notevolmente, così come i livelli di cortisolo. Disattiveremo il “pilota automatico”, una strana abitudine che abbiamo ormai metabolizzato.
- Maggiore chiarezza mentale: Riducendo gli stimoli esterni, sarà più facile prendere decisioni di qualità a lungo termine. Le idee torneranno a scorrere liberamente e la tua mente diventerà una fonte infinita di pensieri.
- Stabilità emotiva: Imparerai a rallentare anche sul piano emotivo. Anziché ignorare ciò che senti, analizzerai ogni emozione con cura, ritrovando un profondo equilibrio.
Conclusione
Adattare usanze sacre al nostro stile di vita moderno può essere il rimedio a molti dei problemi di oggi. Alla fine, ciò che conta davvero sono l’intenzione e l’impegno: applicare questa filosofia come meglio possiamo andrà già benissimo.
Ricorda: siamo noi il nostro tempio. Dobbiamo prenderci cura delle nostre emozioni, dei nostri spazi e, aspetto fondamentale, anche dei nostri limiti.


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