Dalla scosàlina di mia nonna al concetto di Bhavana: perché la cucina è il nostro spazio di pace più bello

Cominciamo a sfatare il mito che per meditare bisogni per forza mettersi a gambe incrociate per diversi minuti, guardare la luna e studiare la direzione del vento (sono ironico, naturalmente!).

La meditazione, che deriva dal latino meditatio (ovvero riflessione), è semplicemente una pratica che si utilizza per raggiungere una maggiore padronanza delle attività della mente, affinché divenga abile nel concentrarsi su un solo pensiero o su un concetto elevato.

meditazione immagine

Ora facciamo un piccolo gioco: chiudi gli occhi e pensa al significato della parola meditazione. Quali sono le prime immagini che ti vengono alla mente?

  • Un monaco buddista che medita nel suo tempio, a gambe incrociate, avvolto dal fumo di un profumatissimo incenso?
  • Un tuo caro che si prende un momento nel salotto di casa sua?
  • Oppure la voce di una meditazione guidata che ascolti prima di andare a dormire?

Ora, però, vorrei raccontarvi una piccola storia.

L’arte di dare amore: la scosàlina di mia nonna

Cucinare è la mia passione da sempre. Ricordo perfettamente quando preparavo le lasagne con mia nonna: avrò avuto circa sei anni e la guardavo cucinare con quell’amore immenso che riusciva a trasmettere in ogni gesto.

Il tutto cominciava allacciando la sua mitica scosàlina (il grembiule in dialetto bergamasco): da quel semplice gesto partiva la magia. Mia nonna mi ha trasmesso un’arte bellissima, che non è solo fatta di ricette, ma è l’arte di trasmettere amore attraverso la cucina.

Siamo passati dalla definizione teorica di meditazione al ricordo della cucina bianca di mia nonna, ma vi assicuro che non è un caso. Ho trovato in quest’arte tantissime similitudini con la presenza mentale.

Coltivare la mente tra i fornelli

Il termine Bhavana, nella filosofia buddista, significa letteralmente «coltivazione della mente». Cucinare diventa meditazione quando trasformi la preparazione del cibo, o il semplice atto di nutrirti, in un vero e proprio rituale di presenza.

gesto tagliare ingredienti

Tutto comincia con un gesto simbolico: proprio come indossare il grembiule. Poggia le mani sul piano di lavoro, chiudi gli occhi e fai tre respiri profondi per lasciare lo stress e la fretta fuori dalla porta.

Poi, risveglia i tuoi sensi:

  • Guarda i colori vividi degli ingredienti.
  • Ascolta i suoni: la musica dell’acqua che bolle, il ritmo del coltello sul tagliere di legno.
  • Annusa i profumi delle spezie che arrivano da paesi lontani.
  • Senti le consistenze con le mani.

In questo modo stai coinvolgendo l’intero corpo. Mentre cucini, esprimi gratitudine per ciò che stai preparando e dedica pensieri d’amore alle persone che condivideranno il pasto con te.

Un po’ di tempo fa ho scritto sull’importanza del monotasking. Mettilo in gioco tra i fornelli: concentrati su un gesto alla volta, senza pensare a cosa dovrai fare dopo. Non c’est fretta: è tutta la vita che corri, per una volta rallenta.

I 4 motivi per cui la cucina è lo strumento perfetto per meditare

foto fuoco

1. Ancoraggio sensoriale

Gli stimoli fisici — il calore della pentola, il profumo della vaniglia, la consistenza dell’impasto — agiscono come vere e proprie ancore. Riportano la mente al corpo in men che non si dica, allontanandola dai pensieri frenetici.

2. Stato di Flow

Tagliare o mescolare richiede una concentrazione precisa ma non faticosa. Questo equilibrio attiva lo stato di flow: quella condizione mentale in cui il senso del tempo svanisce e la calma pervade il corpo.

3. Mantra fisico

Gesti come impastare o sbucciare sono ripetitivi e ciclici. Funzionano esattamente come la ripetizione di un mantra: rilassano la mente e stabilizzano il ritmo cardiaco.

4. Consapevolezza e Interconnessione

Osservare gli ingredienti grezzi che si trasformano creando un’alchimia perfetta sviluppa una profonda connessione con la realtà e con ciò che la terra ci dona.

La calma e la tranquillità pervadono la cucina nel momento esatto in cui decidi di rallentare. Ogni respiro si sintonizza con il ritmo della preparazione, trasformando la tua stanza da pranzo in un vero spazio di pace e nella forma d’arte più bella che ci sia.

E tu hai mai provato a trasformare il momento della cucina in un rituale di calma? Qual è quel gesto o quel profumo che ti riporta subito al presente? Raccontamelo nei commenti qui sotto!

Ti aspetto nella categoria Sapori!


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