Il giorno in cui la mente ha detto basta.

Poche settimane fa la mia mente era satura. Un lunedì mattina, nel mio appartamento di València, mi sono svegliato senza voglia di pensare: ero stanco fisicamente e mentalmente. Era il cosiddetto burnout.

Quando la tua mente è stanca lo sai, lo noti. Te ne accorgi da tutto: dalla produttività al lavoro fino alle relazioni più intime che riempiono i tuoi giorni. In quel periodo mi sentivo spento, apatico e sconnesso dai miei stessi pensieri. Avevo inserito il pilota automatico, ed è stato in quel momento che ho deciso di fermarmi e prendermi dei giorni tutti per me (e per la mia mente).

Mi resi conto che la mia mente mi chiedeva di rallentare da settimane, forse da mesi. Io semplicemente non la stavo ascoltando; al contrario, la stavo sovraccaricando attraverso il multitasking.

uscire dal burnout

Il grande inganno del multitasking: Una trappola dell’ego

Ma perché il multitasking è l’inganno più grande che ci sia per la mente umana?

Da sempre ci hanno insegnato a fare più cose allo stesso tempo. Spesso usiamo il fatto di essere multitasking come se fosse una virtù, un superpotere che ci differenzia dagli altri. Io stesso sono sempre stato una vittima di questo meccanismo: quando un familiare mi videochiamava, io mi mettevo a fare altro, come sistemare casa o cucinare.

La mia paura più grande veniva dal senso di colpa. Mi chiedevo: perché perdere del tempo facendo una sola cosa quando puoi farne due o tre contemporaneamente ed essere libero più tardi?

Il risultato? Facevo male tutte e tre le cose. Non ascoltavo con consapevolezza chi c’era dall’altra parte del telefono, pulivo male la casa e cucinavo “tanto per”, senza dare un briciolo di amore al mio pasto.

In realtà, il multitasking è una trappola dell’ego. Ci fa credere di fare di più, quando in verità stiamo solo frammentando la nostra attenzione, aumentando lo stress e, di conseguenza, diminuendo drasticamente la qualità di tutto ciò che facciamo.

Scegliere l’inverso: Praticare la presenza consapevole

Per uscire da questo circolo vizioso bisognerebbe iniziare a pensare in maniera inversa: tolgo il multitasking dalla mia vita perché non voglio sovraccaricare la mia mente, ma soprattutto perché voglio godermi ogni singolo secondo, regalando a quell’istante la consapevolezza che merita.

Oggi mi sto esercitando a focalizzare ogni momento con la giusta presenza:

  • Sto cucinando? Cucino.
  • Sto parlando al telefono? Presto attenzione a chi parla.
  • Sto ascoltando la musica? Mi godo la musica.
  • Sto camminando per le vie di un paesino? Osservo quello che mi circonda e mi concentro sul presente.

Forse il vero segreto per essere più calmi, e di conseguenza sereni, è solo uno: imparare a rallentare.

Hai rallentato?


Una risposta a “Oltre il multitasking: come rallentare la mente e uscire dal burnout”

  1. […] po’ di tempo fa ho scritto sull’importanza del monotasking. Mettilo in gioco tra i fornelli: concentrati su un gesto alla volta, senza pensare a cosa dovrai […]

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