Credo che un viaggio autentico non si misuri dal numero di monumenti visitati, ma da quanto riusciamo a lasciarci trasformare dal luogo che ci ospita.
Nei miei numerosi viaggi c’è un sottile filo rosso che li collega: cerco di non riempire la totalità dei giorni con qualcosa da fare o da visitare. Voglio vivere il posto in modo autentico, senza fare niente. Solo stare.
Oggi, mentre leggevo il libro di Tiziano Terzani, Un indovino mi disse, lessi un paragrafo che mi colpì molto e che mi fece riflettere su quello che ripeto ogni volta che viaggio.
"Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare." — Tiziano Terzani, Un indovino mi disse
Leggendo quelle parole rimasi quasi sotto shock.
È forse quella la chiave per vivere un posto in maniera autentica?
Secondo me, non ha molto senso riempire l’itinerario di un viaggio con sole visite a monumenti oppure visitare posti divenuti famosi a causa dei social network. Ci stiamo perdendo la parte più importante di un viaggio: la vera cultura, il tassello mancante che potrebbe farci capire molte usanze del posto.
Purtroppo la piaga dei viaggi “instagrammabili” sta aumentando a dismisura e sta trasformando l’energia di posti che un tempo erano autentici e vivi.
Questa abitudine sarà destinata ad aumentare sempre di più, perché alla fine il modo migliore per conoscere sé stessi è andare fuori dal sentiero battuto dalla moltitudine di persone.
Lasciati andare
Il primo passo per vivere un posto in modo autentico, secondo me, è lasciarsi andare.
Abbandona gli schemi che ti sei creato e che la società ha costruito attorno a te. Sei in viaggio non solo con il corpo, ma anche con la mente, l’anima o lo spirito.
Lasciati andare a quest’aria di libertà, respirala a pieni polmoni e fai sì che entri in ogni angolo del tuo corpo. Abbassa le spalle, rilassati e vivi.

Datti tempo
Non arriva tutto subito.
Il tuo corpo e la tua mente potrebbero impiegare qualche giorno per abituarsi al cambio climatico o culturale del posto che stai visitando.
Alla fine non siamo altro che macchine intelligenti e l’adattamento fa parte della nostra indole. A volte ci mettiamo del tempo, a volte no.

Osserva
Il posto migliore per osservare da vicino la cultura e la gente del posto, secondo me, è il mercato.
Il mercato sveglia la città alle prime ore della giornata, con quella brezza colorata che porta con sé frutta, verdura, pesce e spezie.
Osserva tutto questo. Ogni mercato è diverso e rappresenta le usanze e la cultura della gente che vive quel posto.
Mettiti in un angolo del mercato, osserva il via vai di persone che invade le corsie, osserva i movimenti e i colori che dipingono questo posto magico. Poi perditi tra le bancarelle e prova qualcosa che non puoi trovare nella tua città.

Vivi come un local
Abbandoniamo i sentieri battuti dalla maggior parte delle persone per vivere appieno la nostra esperienza.
Scegli un ristorante tipico, evita le catene internazionali e sostieni l’economia locale.
Scegli i veri posti del cuore. Li senti, sono lì davanti a noi, con quell’energia autentica.
Tagliati i capelli da un parrucchiere del posto, compra in un mercato locale e scegli in modo etico come vivere la tua vacanza.
È qui che ti renderai conto della bellezza del posto.

Comunica
Prima di partire, segnati le principali parole nella lingua del posto che visiterai. Non solo per mostrare rispetto, ma anche per cercare di creare dei ponti che potrebbero portarti in un ambiente autentico, dove il classico turista difficilmente arriverebbe.
Cerca di parlare con le persone del posto, con quella signora che incontri per strada o con quel ragazzo che hai visto in una caffetteria.
Chiedi consigli, fai domande, sii curioso.

Basta scavare
Tutto quello di cui abbiamo bisogno è qui, davanti a noi.
A volte dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort per vivere appieno questa dimensione meravigliosa: quella del viaggio, non solo con il corpo, ma anche con la mente, con lo spirito e con la cultura.
Ogni volta che arrivi in un posto nuovo non cercare un monumento. Cerca una panchina, un mercato o una piccola caffetteria dove sederti e lasciare che il luogo inizi lentamente a raccontarsi.


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